Perché sentiamo il bisogno di giustificare ogni scelta
Hai presente quelle chiacchierate al bar con le amiche, dove inevitabilmente qualcuno spiega per filo e per segno il motivo dietro a ogni decisione presa? Tutte noi, prima o poi, ci siamo ritrovate a cercare di spiegare le nostre scelte, quasi per doverci mettere a posto con il mondo o con noi stesse. Ho letto di recente di una teoria molto interessante, quella dell’autodeterminazione, che forse offre qualche spunto per capire questo comportamento che a volte può apparire quasi compulsivo.
La teoria nasce da studi degli anni ’70 e ’80, dai ricercatori Edward L. Deci e Richard M. Ryan, e si basa su un’idea semplice ma profonda: tutti noi abbiamo tre bisogni psicologici innati che influenzano il nostro benessere e la nostra capacità di crescere: competenza, relazioni e autonomia. In sostanza, per sentirci davvero bene e sicuri nelle nostre decisioni, dobbiamo sentire di saper fare bene ciò che facciamo, di appartenere a un gruppo o a una relazione significativa, e soprattutto di essere padroni delle nostre azioni.
Quando la giustificazione nasce da un bisogno profondo di autonomia
Spesso il raccontarci a qualcun altro, il cercare di “giustificare” ciò che facciamo, è un modo per riaffermare la nostra autonomia. Un’amica psicologa una volta mi spiegava che quando ci sentiamo insicuri o messi in discussione, il rischio è di cadere nella “motivazione controllata”: cioè agire più per compiacere gli altri o evitare critiche, che per desiderio autentico.
Invece, quando siamo spinti dalla “motivazione autonoma”, le nostre scelte nascono dal profondo, sono in linea con i nostri valori e il nostro “Io ideale”. In questi momenti, raramente sentiamo il bisogno di giustificarci forzatamente, perché abbiamo già fatto pace con la nostra decisione.
Il processo decisionale: tra emozioni, ragione e pressioni sociali
A Milano, correndo la mattina per portare il bambino a scuola o mentre ci concediamo una passeggiata al Parco Sempione, spesso riflettiamo senza rendercene conto sulle mille decisioni che prendiamo ogni giorno. La complessità sta proprio qui: scegliere non è mai semplice, perché implica sempre qualche perdita e qualche compromesso. Ho sentito in una conversazione che secondo Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia, esistono due “vie” nel cervello per decidere: una più emotiva e inconsapevole, e una più razionale e calcolatrice.
La combinazione di queste due modalità rende il processo a volte faticoso. È un po’ come quando scegliamo un caffè al bar e ci lasciamo distrarre dalla fila o da un odore, piuttosto che pensare razionalmente al motivo per cui quel bar ci piace davvero. Nel prendere decisioni difficili, le emozioni giocano un ruolo centrale, e questo può farci sentire “costretti” a spiegare o giustificare i nostri pensieri agli altri, quasi per cercare conferme.
Come trovare serenità nelle proprie scelte senza peso eccessivo sulle giustificazioni
Per maturare un rapporto più sereno con le nostre decisioni, ho scoperto alcune strategie semplici ma illuminanti. Ne elenco alcune che vanno bene per tutte noi, specie quando il bisogno di giustificarsi diventa opprimente:
- Prendersi tempo per riflettere: Spesso ci spinge il ritmo frenetico di Milano a scegliere in fretta. Fermarsi qualche minuto, magari durante una pausa caffè, può aiutarci.
- Generare alternative: Anziché fissarci su una singola scelta, provare a elencare diverse opzioni senza giudicarle subito.
- Valutare pro e contro con mente aperta: Considerare sia gli aspetti positivi sia quelli negativi di ogni opzione, mettendo da parte lo stress emotivo.
- Mettersi nella prospettiva di un’amica o di un familiare: Quante volte consigliamo meglio gli altri che noi stesse? Provare a vedere la nostra scelta con occhi esterni può aiutare a slegarci dall’ansia.
- Accettare che a volte non è necessario giustificarsi: Non tutte le decisioni devono essere spiegate o condivise. A volte basta solo prenderle.
Quando il bisogno di giustificazione diventa segnale di disagio
Va anche detto, però, che dietro il bisogno costante di giustificare le proprie scelte può nascondersi una bassa autostima o ansia. Non è raro che, in certi periodi o in alcune situazioni, ci sentiamo più fragili e abbiamo bisogno di conferme esterne. E in questi casi il confronto con una figura qualificata può davvero fare la differenza. Parlare con qualcuno di qualificato ci aiuta a riconoscere quando la giustificazione diventa più un meccanismo di difesa che un modo sano di comunicare.
Camminando ai Navigli nelle sere d’inverno, con il rumore dell’acqua che ci accompagna, capita di riflettere su quanto sia importante trovare la propria voce senza sentirsi in dovere di spiegare ogni dettaglio a chiunque. Avere fiducia nelle proprie scelte è un piccolo grande atto di cura verso se stesse.